infanzia_metodologiaLa competenza linguistica parte dal presupposto che quanto prima si inizia l'esposizione alla seconda lingua, tanto meglio questa viene appresa. Gli anni della prima infanzia sono i più formativi nella vita scolastica del bambino e si prestano all'acquisizione di una seconda lingua in modo facile e piacevole. Il bambino piccolo, diversamente dall'adolescente e dall'adulto, è più ricettivo e in grado di acquisire una fonetica corretta nella seconda lingua.

Il principio generale a cui ci ispiriamo è quello di John Dewey, secondo il quale "We learn what we live" (impariamo quello che viviamo). Il processo di apprendimento linguistico quindi, parte dall'esperienza diretta del bambino in un contesto di giochi, colori, immagini, azioni, parole, in lingua inglese, vicini al bambino e a ciò che egli ama.

Gli studiosi di psicolinguistica sostengono che il cervello di un bambino, dall'età di 2 anni fino all'età di 8 anni, è nella fase ottimale per l'apprendimento delle lingue straniere, grazie anche al fatto che in questa fascia di età il bambino ha una visuale contemporanea di parola, immagine, mimica e gestualità.

Il processo di apprendimento si sviluppa dalla capacità di ascoltare (Listening), alla comprensione della lingua (Oral Comprehension) e si completa con la capacità di comunicare oralmente (Speaking) in situazioni legate all'età e all'esperienza.

Con lo scopo di facilitare il processo di apprendimento, di familiarità con la lingua inglese e di fornire informazioni comprensibili, l'insegnante inizialmente approccia il bambino parlando lentamente e proponendo, con un vocabolario limitato e ripetitivo, frasi semplici legate alla quotidianità. Quando il bambino necessita di aver bisogno di capire meglio, l'insegnante ripete la frase in lingua italiana. Successivamente, man mano che il bambino si impadronisce del linguaggio inerente le situazioni del contesto scolastico legate alla soddisfazione dei suoi bisogni e alle attività di routines, l'aiuto viene tolto e la ripetizione della frase in lingua italiana viene effettuata esclusivamente nelle situazioni più complesse e articolate. Quando il bambino familiarizza con la lingua e si sente a suo agio e ben predisposto all'apprendimento, l'insegnante propone un vocabolario più ricco e un ritmo più incalzante.

E' così che in un contesto di gioco, di socializzazione, di esperienze, di allegria, il bambino, senza accorgersene, in maniera spontanea e piacevole, acquisisce la competenza nella lingua straniera e diventa cittadino del mondo.